Tutti i suoni del mondo esplodono a Giffoni. Oltre 100 ragazzi provenienti dai diversi continenti si sono incontrati per l’International Drum Circle. Un’esperienza immersiva di forte contaminazione, che rientra tra le tante attività laboratoriali realizzate presso il Giffoni Village,
Le percussioni diventano uno strumento per amplificare il proprio potenziale, per trovare dentro di sé una musica inespressa, per conoscere la propria voce.
“Un’esperienza straordinaria – racconta il maestro Francesco Fasanaro, percussionista musicoterapista e facilitatore di Drum Circles – L’international drum circle è un cerchio di percussioni rivolto a ragazzi da diverse parti del mondo. Si sono create, relazioni attraverso la musica, che erroneamente viene definita linguaggio universale. Grazie alle percussioni sono riusciti ad entrare in connessione. È stato bellissimo vedere persone parlare con linguaggi diversi e interagire tra di loro in una maniera pazzesca».
Tanti i laboratori con bambini e adolescenti realizzati nell’ambito del Progetto “Sedici Modi di Dire Ciao”, ideato e realizzato dall’Ente Autonomo Giffoni Esperience, selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Attraverso lo strumento i ragazzi hanno condiviso pezzi di sé. «Sappiamo quanto nell’adolescenza sia difficile raccontare se stessi – prosegue Francesco – Tra i tanti momenti che abbiamo realizzato, anche il Laboratorio dedicato ai suoni del Rumorista, realizzato non solo con le percussioni, ma anche con oggetti di uso comune, quotidiano. I ragazzi hanno sonorizzato spezzoni di film, scene iconiche, versi di animali, suoni della quotidianità creando un momento magico».
Insieme agli studenti dell’Istituto Smaldone specializzato per ragazzi sordi, è stato prodotto anche un documentario, proiettato a Giffoni dal titolo “Mai Sentito Prima” che esplora il mondo della musica e della sordità. «Attraverso le vibrazioni si riesce a capire l’importanza della musica e della voce. Spesso i ragazzi sordi pensano di non poter parlare, ma la voce c’è ed è anche forte. Sullo schermo hanno vista la proiezione della loro onda sonora ed è stata tra le esperienze più belle ed emozionanti di questo Festival».
Sempre sold out i laboratori, realizzati con il contributo dei tutor e professionisti dell’associazione DeArt.
Massimiliano D’Alessandro e Domenico Andria hanno lavorato con i giovani per produrre un brano musicale da zero, nell’ambito del Progetti Speciali di #Giffoni55 – racconta Anna Maria Fortuna, coordinatrice di DeArt – Ci sono susseguiti laboratori di scrittura e teatro, Drum Circle, Rumoristi per un giorno, Body Percussion per imparare a conoscere il loro corpo. Il bilancio è positivissimo. I laboratori erano gremiti, affollati, c’era voglia di partecipare. La creatività e l’arte nel percorso di crescita sono importantissime, perché aprono la mente al ragionamento e al calcolo, soprattutto nel caso della musica in cui il solfeggio è una matematica potenziata. Aiuta il ragazzo a pensare, con una mente allenata. È fondamentale farlo da piccoli perché i ragazzi sono spugne. Attività come musica, arte, danza, aiutano a formare un adulto più consapevole. È la base per nutrire il sapere e l’anima».


