Cucina e laboratori di canto, danza e sartoria: così i ragazzi di Sedici modi di dire ciao aiutano i profughi ucraini a sentirsi meno soli

Diceva Ermanno Olmi che il vero tempio è la comunità umana e che non c’è nulla di più importante dell’accoglienza. Un messaggio che stanno mettendo in pratica con entusiasmo, passione e dedizione i ragazzi del Cantiere Veneto del progetto Sedici modi di dire ciao, selezionato dall’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile” e organizzato dall’Ente autonomo Giffoni Experience, in collaborazione con l’Associazione partner Speed Solutions Onlus.

Diceva Ermanno Olmi che il vero tempio è la comunità umana e che non c’è nulla di più importante dell’accoglienza. Un messaggio che stanno mettendo in pratica con entusiasmo, passione e dedizione i ragazzi del Cantiere Veneto del progetto Sedici modi di dire ciao, selezionato dall’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile” e organizzato dall’Ente autonomo Giffoni Experience, in collaborazione con l’Associazione partner Speed Solutions Onlus.

Da tempo il gruppo di giovani si è attivato per dare una mano concreta alla macchina dell’accoglienza che da oltre un mese vede tantissime realtà italiane in prima linea per aiutare i profughi ucraini. Non solo attraverso raccolte di generi di prima necessità, ma anche e soprattutto mettendo in campo iniziative volte all’inclusione sociale di madri e figli in fuga dalla guerra. L’ultima si è tenuta nei giorni scorsi: un evento gastronomico dove i sapori e la cultura italiana si sono sposati a quelli ucraini. Tutti insieme si sono rimboccati le maniche per preparare una ricca amatriciana, inaugurando così una collaborazione che coinvolge oltre ai dieci ragazzi del Cantiere Veneto anche cinquanta ragazze e ragazzi ucraini di età compresa tra i sedici ed i diciotto anni.

Da oggi, poi, hanno preso il via anche tre nuovi laboratori che coinvolgeranno le due comunità: danza, canto e sartoria teatrale. A breve, inoltre, verrà organizzata una conferenza dove i ragazzi, insieme alle istituzioni e agli ospiti del centro di accoglienza, racconteranno ciò che sta accadendo in un Paese a meno di 1000 km dalla loro città. Un modo per trasferire ad altri giovani le loro emozioni e le speranze per il futuro.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

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