Apprendere, sperimentare, sviluppare. Sono queste le parole più usate dai ragazzi che hanno preso parte, in questi anni, al progetto Sedici modi di dire ciao e che chi in questi giorni si sono ritrovati a Giffoni per l’ultima volta. “Ci mancherà moltissimo” dice Raffaela: “Sedici modi – ha aggiunto – mi ha aiutato a crescere, ad aprirmi, a conoscere e riconoscere le emozioni, a fare nuove amicizie. I ragazzi del progetto sono diventati la mia famiglia e la nostra amicizia è andata oltre i laboratori che abbiamo seguito”.
Al progetto, ideato e realizzato dall’Ente Autonomo Giffoni Experience, hanno partecipato ragazzi provenienti da cinque regioni. Oltre alla Campania, con ragazzi provenienti da Eboli e Giffoni Valle Piana; la Calabria con ragazzi di Cittanova; la Basilicata che ha coinvolto ragazzi di Terranova di Pollino fino alla Sardegna con ragazzi di Nuoro.
“Ho imparato a relazionarmi con gli altri – confessa Giulia – Quando sono arrivata la prima volta a Giffoni ero timida e introversa, oggi sono molto più spigliata. Sedici modi – continua – mi ha dato la possibilità di fare nuove amicizie e mi ha aiutato anche negli studi, riuscendo a essere molto più pronta in classe a non avere paura e a sviluppare una maggiore capacita di relazioni, fondamentale nelle interrogazioni”.
Al progetto hanno preso parte oltre 500 figure della comunità educante e più di 5mila ragazzi coinvolti nei laboratori che, per cinque anni, hanno creato un solido percorso educativo capace di collegare le cinque regioni. Qui, in ogni territorio si è costruta un cultural hub dove circa mille ragazzi (per ogni regione) sono stati impegnati in diverse attività culturali e sociali.
Un “progetto bellissimo – dice Rosa – dove ho avuto la possibilità di occuparmi di cinema, giornalismo, musica, esperienze intense e divertenti grazie alle quali ci siamo messe in gioco costruendo progetti creativi”


